Ci sono luoghi in montagna che non hanno bisogno di grandi avventure per lasciarci qualcosa dentro.
Il Giardino Alpino Artexplora all’Alpe Devero è uno di questi.
Ci siamo arrivati con i bambini in una giornata immersa nel verde, tra prati, larici, acqua, fiori e quella luce speciale che solo l’Alpe Devero sa regalare.
Ma quello che abbiamo scoperto è che questo non è semplicemente un giardino pieno di fiori.
È un progetto nato dall’amore per la natura, dall’arte, dalla didattica e dal desiderio di far osservare alle persone ciò che spesso attraversiamo senza davvero guardare.
E, secondo me, è proprio questo che lo rende speciale per una famiglia.
📍 Dove si trova il Giardino Alpino Artexplora
Il Giardino Alpino si trova in località Arvinelli, all’Alpe Devero, nel Comune di Baceno, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
Siamo quindi all’interno dello straordinario ambiente dell’Alpe Devero, nel territorio del Parco dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero.
Il giardino occupa attualmente circa 7.000 metri quadrati di terreno privato della proprietà Cavalli-Godi.
Al suo interno troviamo ampi spazi di prato originario, numerose aiuole con centinaia di varietà di piante, sentieri, acqua, una fontana, una grande pozza, piccoli corsi d'acqua e installazioni artistiche realizzate utilizzando anche materiali del luogo, come la pietra e il legno di larice.
Ed è proprio qui che arriva la prima cosa che mi ha colpita.
Il giardino non è stato costruito cancellando quello che c'era prima.
Al contrario.
Il progetto è partito dal recupero del prato alpino originario, lasciato il più possibile alla sua naturale evoluzione.
🌿 La storia del Giardino Alpino: tutto nasce da un prato
La storia del Giardino Alpino Artexplora comincia nel 1991.
A dare vita al progetto sono stati Lucietta Godi e Claudio Cavalli, due persone che arrivano da un mondo apparentemente molto diverso da quello della botanica, ma che hanno sempre avuto al centro del loro lavoro la cultura, l'educazione, l'arte e soprattutto il rapporto con bambini e ragazzi.
Il loro percorso insieme comincia molti anni prima.
Nel 1975 Claudio Cavalli e Lucietta Godi fondano il Gruppo Clac, dedicato alla progettazione di esperienze educative, teatrali e culturali per bambini e ragazzi.
Claudio Cavalli è stato autore e attore-narratore teatrale e, tra il 1990 e il 1994, anche autore de L'Albero Azzurro, storico programma Rai dedicato ai bambini.
Lucietta Godi ha invece una lunga esperienza nel campo della pedagogia, dell'animazione e dei progetti educativi e artistici.
Nel corso degli anni hanno realizzato spettacoli, mostre attive, laboratori e percorsi educativi per avvicinare bambini e ragazzi all'arte e alla cultura.
Ed è proprio questa loro esperienza educativa che, secondo me, aiuta a capire davvero la filosofia del Giardino Alpino.
🌱 Dal prato naturale al Giardino Alpino
Nel 1991 nasce quindi il progetto.
Ma non viene realizzato tutto immediatamente.
La prima scelta è quella di recuperare e conservare il prato originario, lasciandolo il più possibile libero e limitando lo sfalcio alle zone vicine alle abitazioni.
Poi, nel 2009, iniziano le prime sperimentazioni con le piantumazioni.
Nel 2012 viene realizzata la prima aiuola vicino alle abitazioni.
È però nel 2018 che prende concretamente forma il progetto del vero e proprio Giardino Alpino.
Nel 2020 iniziano le prime visite guidate e nel 2022 arriva l'inaugurazione ufficiale del giardino, accompagnata da un concerto di arpe celtiche.
Una storia quindi iniziata più di trent'anni fa e costruita lentamente, passo dopo passo.
E questa è una delle cose che mi piace di più.
Non è un luogo nato in un giorno.
È un progetto cresciuto insieme al territorio.
👩🌾 Chi sono gli ideatori?

Dietro al Giardino Alpino ci sono principalmente due persone.
🌸 Lucietta Godi
Lucietta Godi è la persona che si occupa della direzione botanica, della selezione delle piante e dell'organizzazione delle aiuole.
Ma il suo percorso professionale è molto più ampio.
Da anni lavora nel campo dell'educazione, dell'arte e della didattica e ha sviluppato numerosi progetti rivolti proprio a bambini e ragazzi.
Nel Giardino Alpino porta quindi un modo particolare di guardare alla natura:
non soltanto come qualcosa da osservare, ma come qualcosa da vivere, interpretare e raccontare.
🪵 Claudio Cavalli
Claudio Cavalli si occupa invece del disegno e dell'architettura del giardino, delle aiuole e delle installazioni di land art.
Anche il suo percorso nasce nel mondo della cultura e dell'educazione.
È stato autore e attore teatrale, narratore e autore televisivo e ha lavorato per molti anni alla realizzazione di esperienze culturali dedicate ai bambini.
Ed è proprio questo incontro tra botanica, arte, educazione e natura a rendere particolare il Giardino Alpino Artexplora.
🌼 Che cosa troviamo nel Giardino Alpino?
Il giardino è organizzato attraverso differenti ambienti e percorsi.
Ci sono le aree del prato alpino originario, dove la natura cresce seguendo maggiormente le proprie dinamiche, e ci sono invece le aiuole, dove le piante vengono presentate in modo più ordinato e facilmente osservabile.
Ci sono inoltre tre percorsi principali:
-
uno lungo il torrente Devero;
-
uno sotto le rocce;
-
uno che attraversa la parte centrale del giardino.
L'acqua è una presenza importante: troviamo una fontana, una grande pozza e piccoli corsi d'acqua.
E poi ci sono le installazioni artistiche, che dialogano con il paesaggio e utilizzano materiali del territorio.
Il risultato non è quindi un giardino tradizionale.
È quasi un racconto a cielo aperto.
🦋 Non ci sono solo fiori
Questa secondo me è una cosa importante da spiegare ai bambini.
Quando pensiamo a un giardino alpino immaginiamo subito i fiori.
Ma qui l'idea è molto più ampia.
Nel giardino si possono osservare erbe, fiori, farfalle, insetti, uccelli e naturalmente l'acqua, ascoltando anche i rumori dell'ambiente.
L'obiettivo dichiarato dagli ideatori è creare un luogo piacevole da attraversare seguendo le proprie curiosità e lasciandosi attirare da ciò che incontriamo lungo il percorso.
Ed è proprio questo che lo rende interessante per i bambini.
Non devono necessariamente "fare qualcosa".
Possono semplicemente guardare.
🧠 Perché portare i bambini in un giardino alpino?
Qui arriviamo alla parte che, da mamma, trovo più interessante.
Una visita come questa può diventare una vera esperienza educativa.
Non perché i bambini debbano imparare a memoria il nome di cinquanta piante.
Ma perché possono allenare alcune capacità fondamentali:
👀 Imparare a osservare
In un mondo in cui tutto corre velocissimo, fermarsi davanti a una pianta, un insetto o una piccola pozza d'acqua significa imparare a prestare attenzione.
❓ Stimolare la curiosità
"Che cos'è?"
"Perché cresce qui?"
"Perché questo fiore è di questo colore?"
Le domande dei bambini sono già uno strumento di apprendimento.
🌿 Conoscere la biodiversità
Osservare quante forme diverse di vita possono convivere nello stesso ambiente aiuta i bambini a comprendere concretamente che cosa significa biodiversità.
❤️ Imparare a rispettare la natura
La filosofia del Giardino Alpino è molto chiara:
più si conosce, più si ama, più si rispetta.
Ed è un messaggio che condivido completamente.
Per insegnare a un bambino a rispettare la natura non basta dirgli "non raccogliere i fiori".
Bisogna prima aiutarlo a capire perché quel fiore è importante.
🌍 Un giardino che racconta anche il cambiamento climatico
C'è poi un aspetto ancora più interessante.
Il Giardino Alpino viene considerato dagli stessi ideatori anche una sorta di sentinella dei cambiamenti climatici.
Le piante alpine sono infatti strettamente legate alle condizioni dell'ambiente montano.
Osservare come cambiano le fioriture, le specie presenti e le condizioni del prato nel tempo può diventare uno strumento per comprendere meglio le trasformazioni dell'ambiente.
Nel giardino viene inoltre prestata particolare attenzione alla flora protetta e alle specie in pericolo di estinzione.
Quindi non stiamo semplicemente guardando dei fiori.
Stiamo osservando un piccolo pezzo di ecosistema.
🎨 Quando natura e arte si incontrano
E qui arriva un altro elemento che rende il Giardino Alpino davvero particolare.
L'arte.
Claudio Cavalli cura l'architettura delle aiuole e le installazioni di land art, realizzate utilizzando anche pietra locale, pietre di fiume e legno di larice.
Questo permette di vivere il giardino non soltanto attraverso la botanica, ma anche attraverso forme, materiali, colori e composizioni.
È un modo diverso di guardare il paesaggio.
E forse proprio per questo può essere interessante anche per i bambini che normalmente davanti alla parola "botanica" scapperebbero! 😄
👨👩👧👦 Una visita perfetta per una famiglia
Quello che mi piace del Giardino Alpino è che non serve essere esperti di montagna.
Non è necessario organizzare un'escursione impegnativa.
L'idea è proprio quella di passeggiare, osservare, fermarsi e lasciarsi incuriosire.
Per una famiglia può diventare una bellissima esperienza da abbinare alla scoperta dell'Alpe Devero.
E vi consiglio di viverla senza fretta.
Portate magari una lente d'ingrandimento per bambini, un piccolo quaderno e una matita.
Potete chiedere loro di trovare:
🌸 un fiore che non avevano mai visto;
🦋 un insetto;
🌿 una foglia particolare;
💧 un punto in cui scorre l'acqua;
🪨 una roccia diversa dalle altre;
👂 un suono della natura.
Vedrete che, improvvisamente, una semplice passeggiata diventerà una piccola spedizione scientifica.
🌱 Un progetto che continua a crescere
Il Giardino Alpino non è un progetto concluso.
Continua ad ampliarsi e a svilupparsi attraverso nuove aiuole, nuove essenze, installazioni, attività didattiche e visite guidate.
Nel 2024 il Giardino Alpino Artexplora è stato inoltre inserito dall'Ente delle Aree Protette dell'Ossola nella Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS).
Un riconoscimento che si inserisce bene nella filosofia del progetto: valorizzare il territorio cercando di creare un rapporto più consapevole tra persone, natura e cultura.
💚 Il mio pensiero da Mamma in Ossola
Sono luoghi come questo che mi ricordano perché amo portare i bambini in montagna.
Perché non sempre dobbiamo conquistare una vetta.
Non sempre dobbiamo percorrere dieci chilometri.
A volte possiamo semplicemente fermarci davanti a un fiore.
Guardare una farfalla.
Ascoltare il torrente.
Chiederci perché quella pianta cresce proprio lì.
E imparare qualcosa.
Il Giardino Alpino Artexplora, per me, è proprio questo: un luogo dove la natura non viene soltanto guardata, ma raccontata.
Un luogo dove botanica, arte ed educazione si incontrano.
E soprattutto un luogo che ci insegna una cosa semplice:
quando impariamo a conoscere la natura, iniziamo anche ad amarla.
E quando impariamo ad amarla, diventa molto più naturale volerla proteggere. 🌿💚
📌 Informazioni utili
📍 Località: Arvinelli, Alpe Devero
🏘 parcheggio: Google maps
🌿 Superficie: circa 7.000 m²
🌸 Piante: oltre 700 secondo la scheda attuale del giardino
🥾 Percorsi: semplice no passeggino
👨👩👧👦 Ideale per: famiglie, bambini, appassionati di natura, scuole e attività educative
🎨 Attività: visite guidate, laboratori, mostre e iniziative artistiche e naturalistiche.
Il Giardino Alpino organizza inoltre visite guidate e attività durante la stagione. Per orari e modalità di visita è sempre meglio consultare le informazioni aggiornate direttamente da Artexplora.
🌿 Vuoi scoprire il Giardino Alpino anche tu?
Se vuoi organizzare questa esperienza con i tuoi bambini, scarica la traccia GPX QUI SOTTO .
CI VEDIAMO ALLA PROSSIMA AVVENTURA
⚠️ Attenzione ⛔️
Non dimenticare mai di idratanti , di tenere conto del tuo stato di salute e quello del tuo bambino e di visionare il meteo prima di fare qualsiasi escursione .
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